La festa del papà

di Clarissa Ieffa (8 anni)

La festa del papà nasce all’inizio del secolo scorso insieme alla festa della mamma per omaggiare il ruolo del genitore all’interno della società. In Italia il 19 marzo è la festa del papà, la tradizionale giornata in cui diciamo grazie ai nostri papà per tutto quello che fanno. Nei paesi anglosassoni, ma anche in Francia, Olanda, Ungheria e Perù, la festa del papà cade la terza domenica di Giugno e in quel giorno tutti i bambini portano ai loro padri cioccolatini e piccoli regali in segno d’affetto. Negli Usa, secondo la tradizione, fu una giovane donna, Sonora Smart Dood, a impegnarsi perché venisse dedicata una festa anche ai padri. Durante un sermone in chiesa nel giorno della festa della mamma, Sonora lottò e ottenne che il 19 giugno 1910 fosse istituito il primo Father’s Day. Nello stesso giorno compiva gli anni suo padre, il quale, dopo la morte della moglie, si era trovato a crescere i sei figli da solo .

In Germania, la festa del papà si festeggia quaranta giorni dopo Pasqua e si chiama Mannertag o Herrentag: giorno degli Uomini. I padri tedeschi girano con dei carri pieni zeppi di cibi e bevande. In Russia, dove si predilige l’aspetto civico e politico dell’uomo impegnato a difendere la patria e i suoi cari, questo giorno si chiama: festa dei difensori della patria e cade il 23 febbraio. In Danimarca la festa del papà è collegata ad una ricorrenza civica. Il 5 giugno è sia la festa del papà, sia il giorno della Costituzione.  In Asia si festeggia la terza domenica di giugno. In Thailandia il 5 dicembre, il giorno del compleanno del Re Rama IX. In questo giorno i figli portano a nonni e ai papà un fiore di canna in segno di rispetto e virilità. In Australia si festeggia la prima domenica di settembre. 

In Italia, paese con forte tradizione cristiana, la festa del papà cade il 19 Marzo. Secondo la credenza, è la data della morte di San Giuseppe, “padre adottivo” di Gesù.  San Giuseppe nella tradizione popolare protegge anche gli orfani, le giovani nubili e i più sfortunati. Per questo in Sicilia il 19 marzo è tradizione invitare i poveri a pranzo.  In altre aree la festa coincide con la festa di fine inverno: come riti propiziatori, si brucia l’incolto sui campi da lavorare e sulle piazze si accendono i falò. È una delle feste più importanti della dell’antica Roma, in occasione della quale veniva invocato “la festa della vittoria della luce e della primavera sullo scuro inverno”. In questo giorno, non solo biglietti e regali, ma anche il buon cibo è un ottimo modo per dire grazie ai nostri papà. Famosissime sono le zeppole di San Giuseppe, gustose frittelle guarnite con crema e amarene. Si dice che Giuseppe, durante la fuga in Egitto per sfuggire al terribile re Erode, fu costretto a mettersi a vendere delle specie di frittelle per mantenere la famiglia.

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