La Chiesa del Purgatorio

di Cristina Martone

La Chiesa dei morti è adiacente alla Villa Comunale e risale al XVIII secolo. Nel corso dei secoli essa ha subito numerosi restauri in seguito ai continui eventi sismici che hanno coinvolto l’Irpinia, in particolare il terremoto del 1980. Oggi la chiesa appare con una facciata molto semplice che presenta un bel portale in pietra ed è affiancata da un alto campanile a tre livelli che svetta tra gli antichi palazzi del centro storico.

Al suo interno sono custodite diverse opere d’arte ma la cosa più interessante è l’antica cripta nella quale, anticamente, venivano riposti i corpi dei nobili e dei notabili del paese. Oggi la cripta ospita un museo di reperti antichi, una grossa lapide con iscrizioni in latino e anche dei contenitori in vetro in cui sono stati riposti piccoli oggetti e frammenti di oggetti di epoca remota. La cripta in cui venivano riposti i corpi era il simbolo della Congregazione di cui facevano parte i morti.

La Congregazione fu fondata da Gennaro Giovanniello il 12 febbraio del 1747 e prese il nome di “Congregazione secolare dei Morti”. Il fondatore fu anche nominato priore. In collaborazione con altri attuò una sottoscrizione per costruire la chiesa in oggetto. In questa si veneravano S. Francesco Saverio e S. Stanislao, di cui sono tutt’ora presenti le nicchie con le relative statue. Dall’iscrizione sul portale abbiamo notizia di un restauro effettuato nel 1833. Il simbolo della Confraternita è un teschio, che si trova sulla parete della chiesa, vicino alla botola che in passato dava accesso alla cripta, oggi non più utilizzata. Infatti, oggi per entrarvici si usa una scala a chiocciola in metallo situata all’interno della chiesa.

La Chiesa del Purgatorio dopo i lavori di sistemazione della facciata ha avuto l’inserimento di una maiolica rappresentante le anime del Purgatorio e la costruzione di una nuova Croce posizionata su un’antica pietra preesistente.

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