23 novembre 1980

di Nicola Sasso

Il mese di novembre per tutta l’Alta Irpinia non è solo il mese di Ognissanti e della commemorazione dei defunti, ma è anche l’anniversario del terremoto del 1980. Questi, che avvenne il 23 novembre 1980, rappresenta uno degli eventi più tragici non solo per l’Irpinia, ma anche per tutta la storia italiana. Infatti, in quel giorno interi paese vennero rasi al suolo e migliaia di vite vennero spazzate via, il tutto in soli 90 secondi.

A dire la verità nessuno la mattina del 23 novembre del 1980 poteva sospettare della terribile tragedia che incombeva. Quella giornata era una soleggiata domenica novembrina e, dopo una lunga settimana di duro lavoro, ognuno organizzava la sua giornata libera, magari facendo qualche lavoro casalingo o nelle campagne, o anche andando in paese per la Santa Messa oppure semplicemente per stare con i propri amici. Insomma il giorno trascorreva come una normalissima domenica di fine novembre. Verso la sera poi le famiglie si radunavano a tavola per cenare, gli amici si incontravano nei bar per seguire il programma Novantesimo minuto (programma calcistico che dava una sintesi della partita più importante di quella giornata, ovvero Juventus-Inter), oppure nei cinema per vedere qualche bel film. Però alle 19:35 la vita in Irpinia subì una drastica trasformazione. Nel giro di 90 secondi un violentissimo terremoto, con epicentro a Sant’Angelo dei Lombardi,  costituito da scosse sussultorie  e scosse ondulatorie, distrusse tutto ciò che si ponesse davanti al suo triste e mortale cammino. In soli 90 secondi la Morte e la Distruzione ebbero il loro trionfo. Dopo che le scosse si calmarono ognuno cercò di comprendere meglio la situazione e vedere la condizione dei proprio cari. In tale maniera le comunità irpine piano piano si organizzarono per affrontare i giorni seguenti. Già il 24 novembre i cittadini con le loro sole forze cominciarono a scavare nelle abitazioni cadute per cercare disperatamente di salvare qualche vita. Purtroppo alla fine i numeri legati a tale evento sono un bollettino di guerra (2 914 morti e 280 000 sfollati).

Questo evento viene anche ricordato per le numerose polemiche sull’assenza dei soccorsi. Difatti, nei primi tempi la cittadinanza irpina completamente da sola dovette cercare di salvare i feriti oppure coloro che erano rimasti sepolti nella macerie. Sicuramente se ci fossero stati altri aiuti, avremmo avuto un numero decisamente minore di vittime. Uno dei massimi simboli della richiesta di aiuto di tutta l’Irpinia è la prima pagina del Mattino che recita in caratteri cubitali FATE PRESTO. La vera mobilitazione dei soccorsi avvenne però solo quando il Presidente della Repubblica di allora Sandro Pertini, dopo una visita in questi luoghi, denunciò in un discorso alla Nazione la situazione critica che il popolo irpino stava vivendo. Dopo ciò tutta l’Italia, ma anche parte dell’Europa, si mossero per aiutare l’Irpinia durante questo momento.

Alla fine le settimane e i mesi passarono e piano piano si cominciò a organizzare la ricostruzione dell’Irpinia. Oggi ormai i lavori sono finiti, ma la memoria è sempre viva. In fondo il terremoto dell’80 rappresenta l’anno 0 per tutti noi, poiché anche le generazioni più giovani chiedono se un determinato evento sia avvenuto prima o dopo il terremoto. Il 23 novembre si è portato con sé fin troppe vite, ma ha dato a tutta Italia la consapevolezza della necessità di un’associazione pronta ad aiutare tutti i popoli in difficoltà. Infatti, dopo il sisma dell’Irpinia nacque la Protezione Civile, la quale ha salvato moltissime persone nelle tragedie successive al sisma irpino. Inoltre in tutti noi irpini è nata la coscienza dell’enorme patrimonio artistico-culturale che la nostra terra possiede. Ad esempio nel 1987 iniziarono i lavori di restauro e di scavo del castello di Sant’Angelo dei Lombardi.

Quindi dopo il 23 novembre l’Irpinia si è rimboccata le maniche e ha dimostrato a tutti la forza della sua storica ed enorme comunità. Questo evento deve insegnare a tutte le generazioni presenti e future che solo la collaborazione può aiutare a superare anche gli eventi più tragici.

Condividi:
Torna su